INTERVISTA RILASCIATA A VIVERSANI E BELLI (Novembre 2013)

 

 

LATIN LOVER O SPEEDY GONZALES? IDENTIKIT DEL SESSO TRICOLORE

 

C’è quella scadenza imposta dal vostro capo. C’è lo studio, ci sono i figli e gli hobby. C’è pure quel maledetto conto corrente che rischia perennemente di tingersi di rosso. Moltissime sono le urgenze che quotidianamente ci tormentano e sembrano assorbire la totalità del nostro tempo e dei nostri pensieri. Moltissime, certo, ma non abbastanza da impedirci qualche focosa evasione sotto le lenzuola.

• Che lo si faccia per amore o per puro piacere, il sesso rappresenta, infatti, un vero chiodo fisso per gli italiani, i quali consumano ben 108 rapporti all’anno (contro una media mondiale ferma a 103), pari a 9 amplessi al mese, quindi a circa uno ogni 3 giorni. A rivelarlo è un’indagine svolta da DoxaPharma, su iniziativa della Società italiana di urologia (Siu) e dell’Associazione ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), che ha coinvolto un campione di 3mila uomini e donne, aventi un’età compresa tra i 18 e i 55 anni.

 

PERCHÉ SI FA COSÌ SPESSO?

«Il dato, pur rappresentando una novità, rispecchia in parte una tendenza ormai consolidata, propria della tradizione italiana», sottolinea il dottor Davide Arcaniolo, Dottorando di ricerca in Scienze Urologiche all’Università Federico II di Napoli.

• Ad influire sull’elevata frequenza dell’attività sessuale potrebbe essere, innanzitutto, «l’anticipazione del primo rapporto sessuale, cioè il fatto che l’età in cui, oggi, si inizia ad avere rapporti è sicuramente più bassa di un tempo, con varie problematiche legate ad una mancata educazione sessuale e ad una scarsa consapevolezza».

• A incidere è poi anche la «ricerca di un maggior benessere per la coppia e di una certa stabilità per la famiglia». Con un leggero azzardo, si potrebbe dire che il sesso rappresenta una forma di collante e di consolidamento per le relazioni, in un’epoca segnata da tasche vuote e apparente crisi di valori.

 

LA VARIABILE GEOGRAFICA

La tendenza – precisa ancora il dottor Arcaniolo – «andrebbe comunque contestualizzata e analizzata anche dal punto di vista geografico, poiché ci sono delle differenze importanti tra nord e sud Italia: in un Paese che è praticamente a crescita zero, sono le nascite del Sud a tenere alta la media nazionale, altrimenti abbattuta dal Nord. Alla base vi sarebbero fattori di ordine culturale, che conducono ad una particolare precocità nel rapportarsi al sesso, per il Meridione».

• L’indagine DoxaPharma conferma il particolare ardore dei maschi del Sud: Calabria, Basilicata e Campania sono, infatti, le regioni più attive sessualmente, assieme alla Sicilia, che ottiene la medaglia d’oro non solo per il numero di rapporti (più di tre a settimana nel 60% dei casi) ma anche per la soddisfazione erotica delle coppie.

 

NON C’È IL RICHIO DI FARLO TROPPO?

«L’attività sessuale non è mai troppo frequente», spiega Davide Arcaniolo. Se è svolta in modo regolare «è utile per il benessere del corpo e per l’apparato genitale, fa bene in particolare alla prostata e all’apparato cardiovascolare. Essa mantiene alte le concentrazioni di testosterone nell’uomo, un ormone importante non solo per la sessualità, ma per la salute in generale».

• Nessun urologo, insomma, si sognerebbe di sconsigliare il sesso, purché, precisa l’esperto, «venga fatto in maniera consapevole e con le dovute precauzioni: l’eccessiva promiscuità sessuale potrebbe, ad esempio, condurre alla trasmissione di determinate malattie».

• Dello stesso parere anche la dottoressa Monica Cappello, Psicologa e Consulente in Sessuologia Clinica a Torino: «Un’intensa attività sessuale solitamente non ha ripercussioni negative. L’importante è che non diventi l’unico modo di relazionarsi con il proprio partner, per nascondere difficoltà di altro tipo, nella coppia. Il dialogo è fondamentale per esplicitare disagi e difficoltà emotive della vita quotidiana».

 

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA

Il primato tricolore individuato da DoxaPharma nasconde, tuttavia, un amaro retroscena, che non risparmia nemmeno il Sud: per una coppia su quattro il rapporto sessuale non dura più di due minuti e ben sette intervistati su dieci ammettono di sentirsi piuttosto insoddisfatti della propria intimità con il partner.

• Con simili premesse, il rischio infedeltà e rottura appare piuttosto elevato per gli amanti del Belpaese, arrivando a coinvolgere ben 800mila coppie. Non a caso la metà delle donne confessa di pensare a un altro uomo durante l’atto e una su cinque di essere passata, dopo un anno, dalla semplice fantasia al tradimento effettivo o addirittura alla rottura, proprio a causa della frustrazione sessuale.

 

ITALIANI: LATIN LOVERS O SPEEDY GONZALES?

«Le cause dell’eiaculazione precoce sono ormai considerate di tipo costituzionale, spesso l’uomo ha questo tipo di disfunzione fin dalla nascita e, quindi, fin dai primi rapporti», precisa il dottor Arcaniolo. «Si pensa addirittura ad una trasmissione famigliare di questo tipo di alterazione, è qualcosa di congenito nella popolazione, per questo è probabile che in alcune zone, tra cui appunto l’Italia, si possa rilevare un numero elevato di soggetti coinvolti».

• Sono circa 4 milioni gli italiani che soffrono di questo disturbo, che in realtà «deriva da un “banale” deficit di un neurotrasmettitore a livello centrale ed è per questo perfettamente trattabile».

 

RETROSCENA PSICOLOGICI

A incidere sulla breve durata dei rapporti possono essere anche dei fattori di natura psicologica: «L’eiaculazione precoce è causata spesso dall’ansia da prestazione e dalla scarsa frequenza dei rapporti», spiega la dottoressa Cappello. «Le donne sono sempre più esigenti e gli uomini con una personalità più vulnerabile, temendo di non riuscire a soddisfare la propria partner, vivono il rapporto sessuale come un esame, da superare assolutamente “a pieni voti”. Si tratta di soggetti ansiosi e con un alto livello di eccitazione, che difficilmente riescono a gestire».

 

SESSO: ANCORA UN TABÙ?

Malgrado l’intenzione dichiarata di voler migliorare la situazione, solo una minima parte (il 10%) si rivolge al medico o sa che esistono soluzioni efficaci per i molti problemi legati alla sessualità. Molti ripiegano su soluzioni “fai da te” ricercate in internet oppure – rileva Monica Cappello – «preferiscono andare con donne a pagamento, con le quali spesso l’eiaculazione precoce non si presenta, poiché non hanno ansia da prestazione, ma in realtà in loro rimane una grandissima frustrazione».

• «Mentre, pian piano, si sta un po’ sdoganando la problematica della disfunzione erettile, che rappresenta un problema non secondario per il benessere della coppia e spinge, quindi, il maschio a consultare uno specialista, il campo dell’eiaculazione precoce rimane ancora molto inesplorato. L’uomo, tutto sommato, raggiunge la sua soddisfazione e, se non è la donna a dare questo tipo di allarme, non sente la necessità di rivolgersi a un medico», evidenzia il dottor Arcaniolo.

 

UNA NUOVA PROSPETTIVA

• Le difficoltà derivano, in parte, anche dalla mancanza di una solida spalla: «Mentre la donna, fin dalla prima età, va con la madre dal ginecologo, l’uomo non ha una figura di riferimento, non vede nell’andrologo o nell’urologo il proprio riferimento, non ha qualcuno che lo accompagna nel vivere la sua sessualità», fa notare Davide Arcaniolo.

• Gli esperti sembrano comunque abbastanza fiduciosi. «Il fatto che lo si faccia di più potrebbe spingere più coppie a rivolgersi ad uno specialista», commenta Arcaniolo. «Fortunatamente qualcosa sta cambiando», incalza la dottoressa Cappello: «Molti uomini, spesso sollecitati dalle compagne, decidono di farsi aiutare, anche se solitamente questa consapevolezza avviene dopo diversi anni dall’inizio del disturbo». «Le recenti campagne pubblicitarie sull’eiaculazione precoce e sulla disfunzione erettile» – evidenzia – hanno proprio l’obiettivo di sensibilizzare maggiormente le persone che vivono un profondo disagio a vincere timore e imbarazzo, a non sentirsi soli e a farsi aiutare da un esperto».

 

OLTRE LA STATISTICA

• Alcune perplessità circa l’attendibilità dei dati diffusi da DoxaPharma sono espresse, infine, dalla dottoressa Cappello: «Dalla mia esperienza clinica, non mi risulta che le coppie italiane abbiano rapporti così frequenti, anzi la maggior parte delle persone si lamenta per la scarsa frequenza. La crisi, le difficoltà economiche e lavorative, lo stress e le tensioni emotive conducono solitamente ad un calo del desiderio sessuale».

• Inoltre, prosegue, «chi soffre di eiaculazione precoce, molto spesso, tende ad evitare i rapporti sessuali, innescando un circolo vizioso, che conduce alla cronicizzazione della disfunzione». Quindi, conclude Monica Cappello «risulta un’incongruenza nei risultati espressi da questa ricerca, che sono forse frutto della non completa sincerità da parte dei soggetti intervistati».

 

 

Articolo realizzato da Roberta Barbiero, per il settimanale Viversani & Belli dell’8 novembre 2013, con la consulenza del dottor Davide Arcaniolo, Dottorando di ricerca in Scienze Urologiche all’Università Federico II di Napoli, e della dottoressa Monica Cappello, Psicologa e Consulente in Sessuologia Clinica a Torino.

 

Intervista per VIVERSANI E BELLI (Aprile 2016)

 

SESSO: LE COSE CHE OGNI DONNA DEVE SAPERE

 

Vivere bene con se stesse significa anche vivere una sessualità più soddisfacente ed appagante. Ecco tutte le regole per raggiungere questo obiettivo.

 

Il sesso è forse l’unica cosa che accomuna tutti gli esseri viventi da una certa età in poi. Vediamo, assieme alla dottoressa Monica Cappello, sessuologa a Torino, le piccole “regole” d’oro per farlo nel migliore dei modi, con le piccole malizie che ogni donna dovrebbe conoscere.

 

Difetti fisici? No problem

Il genere femminile è talmente subissato da televisione e giornali da modelli di corpi “perfetti” che non può che sentirsi inadeguato quando si guarda allo specchio. Anche se si avvicina (nella stragrande maggioranza non è certo così) a tali modelli, non può non notare alcuni difetti. La bella notizia è che all’uomo, però, difficilmente interessano. E pure la scienza dà una mano: diversi studi hanno dimostrato che quando un uomo è eccitato, si innesca una vera e propria reazione neurochimica inarrestabile. E quando ciò succede, tutto può fare, tranne che fare caso ai difetti. Quindi, meglio lasciarsi andare e godersi l’esperienza. 

Il parere dell’esperta:

Ogni donna ha propri pregi e difetti: ritengo sia molto importante imparare ad accettare il proprio aspetto fisico, nella sua completezza, valorizzando gli aspetti che si apprezzano maggiormente, evitando di focalizzarsi sui punti e le zone meno “belle” del corpo. Per vivere serenamente una piena sessualità, questo è fondamentale, poiché il timore di non piacere abbastanza e di non essere sexy, provoca molti disagi e una maggiore difficoltà a lasciarsi andare durante il rapporto sessuale. Di conseguenza, si ha molta difficoltà nel raggiungimento del piacere, che rimane “soffocato” dai pensieri negativi che ci affliggono.

 

Acquisire maggiore disinvoltura

Lo si può fare mettendosi alla prova con situazioni che ci mettono a disagio, come per esempio camminare nude davanti allo specchio, fregarsene della ricrescita di peli e capelli.  Non abbiate, insomma, più paura di non essere all’altezza.

Il parere dell’esperta:

Un esercizio che prescrivo solitamente alle mie pazienti, è quello di osservarsi per circa 15 minuti allo specchio, nude, per notare attentamente tutto ciò che piace e non piace del proprio corpo. Successivamente, consiglio di riportare tutto su un foglio e verificare quante sono le parti “positive” e quante quelle “negative”.  In seduta si verbalizzeranno le emozioni, legate all’esercizio, cercando di lavorare soprattutto sugli aspetti che piacciono maggiormente, provando a valorizzarli, sottolineando che, ovviamente, ognuno di noi è particolare nella sua complessità, e che l’aspetto fisico non è la cosa più importante, per piacere agli altri!

  

Non concentrarsi mai sul piacere

È noto: per gli uomini è più facile e più veloce arrivare al culmine rispetto alle donne. Ma un problema comune nell’universo femminile è quello di cercarlo di averlo a tutti i costi e nel più breve tempo possibile. Tutto ciò è deleterio: se ci si concentra troppo sull’orgasmo, non ci si lascia andare a sufficienza e forse non si riuscirà ad arrivare al culmine del piacere. Se invece si pensa da subito che non ci si riuscirà comunque, e ci si dà un piccolo aiuto toccando il proprio corpo, si otterrà un duplice risultato: un maggior piacere sessuale per lei e un partner estasiato da ciò che vede.

Il parere dell’esperta:

L’orgasmo femminile è possibile! Le donne devono, però, imparare a conoscere bene il proprio corpo e l’organo genitale, attraverso la stimolazione autoerotica e l’utilizzo delle fantasie erotiche. Durante il coito, devono essere libere da pensieri negativi e dall’ansia da prestazione, provando la posizione che stimola maggiormente il clitoride (LEI SOPRA), e muovendosi avanti e indietro, strofinando il clitoride sul pube dell’uomo, e pensando a qualche immagine fortemente erotica. Dimentichiamo quello che erroneamente è definito ORGASMO VAGINALE! L’orgasmo è unico e viene innescato sempre dalla stimolazione clitoridea. Un altro aspetto fondamentale è che dopo i preliminari, è necessario passare alla penetrazione, solo se si è ad un livello alto di eccitazione

 

Parola d’ordine: Kegel

Sono i celebri esercizi che rinforzano le pareti della vagina e i muscoli pubococcigei. È bene prendere come abitudine “esercitarsi” durante il giorno, magari mentre si lavora o si guida: infatti possono aiutare a rafforzare il piacere sessuale. Già nel giro di un solo mese, è probabile che i momenti di intimità con il partner raggiungano vette inaspettate.

Il parere dell’esperta:

I muscoli che devono essere allenati sono quelli pelvici e perineali.

L’esercizio può essere eseguito più volte al giorno, in qualsiasi luogo.

Le prime volte si può provare da sedute, su una sedia, con il bacino rivolto in avanti, per sentir lavorare bene i muscoli. Se vengono mossi bene e ritmicamente, è possibile provare un intenso piacere fisico. Si può provare a fare una serie di 10 contrazioni, velocemente, oppure contraendo i muscoli vaginali per più secondi, per poi rilasciare.

Questo movimento è utile anche per imparare a stimolare in modo appropriato il pene, durante la penetrazione.

 

Dolore? No panic

Non è raro accusare dolore durante i rapporti sessuali: spesso la causa è una mancanza di lubrificazione dovuto a un calo ormonale. La soluzione è utilizzare appositi lubrificanti  oppure applicare degli olii vegetali prima del rapporto sessuale. Un’altra causa potrebbe essere la tensione muscolare: alcune donne non riescono infatti a lasciarsi andare completamente, spesso a causa di un’educazione troppo rigida. Nei casi più seri è sempre meglio rivolgersi a un sessuologo.

Il parere dell’esperta:

Sono molte le donne che si rivolgono a me, a causa di VAGINISMO: esse manifestano una contrazione involontaria della muscolatura vaginale, che impedisce totalmente la penetrazione. E’ una disfunzione sessuale causata dalla paura del dolore, oltre che da un’educazione sessuale rigida o tabù, che conduce a vivere il sesso in modo “sporco” e negativo. La terapia sessuale aiuta la donna a vincere le paure e a ristrutturare i pensieri negativi, attraverso un lavoro sulle emozioni e tramite esercizi graduali, nei quali introdurrà prima il dito e successivamente dei dilatatori o oggetti, per gestire l’ansia. Quando sarà pronta, si passerà alla terapia di coppia, per passare ai tentativi di penetrazione.

 

Vietato fingere

Fingere di aver avuto un orgasmo non fa per niente bene a una coppia. Fa sì che la donna prima o poi non riesca più ad averne in futuro. Se non si riesce a raggiungere il culmine con il proprio partner è molto meglio parlargliene apertamente. In questo modo potete trovare una soluzione insieme e acquistare un’ottima intesa di coppia.

Il parere dell’esperta:

Sono molte le donne che per paura di deludere il partner, fingono l’orgasmo, ma in questa maniera si innesca un meccanismo negativo, automatico, che conduce la donna a vivere il rapporto senza interesse e con frustrazione. Parlarne con il partner, esprimendo quali sono i propri pensieri e le difficoltà, spiegando quali sono le cose che piacciono maggiormente, e che magari si ha bisogno di preliminari più lunghi, è il primo passo per una maggiore intesa sessuale.

 

Scoprire il proprio corpo

Nell’immaginario comune esplorare il proprio corpo sembrerebbe una pratica prettamente maschile. Ma non dovrebbe essere così. Le donne hanno subito per secoli divieti e censure: avere una buona conoscenza e confidenza con le proprie zone erogene (e non) è il presupposto fondamentale per avere un’ottima vita sessuale.

Il parere dell’esperta:

Come spiego sempre alle mie pazienti, la masturbazione (stimolazione autoerotica) è una prerogativa fondamentale per imparare a conoscere  la propria vagina. Solitamente le donne che non si masturbano (a causa di tabù, o perché “non ne sentono l’esigenza”), e che non hanno fantasie erotiche, hanno più difficoltà a raggiungere l’orgasmo durante il rapporto. Non abbiate timore! Provate a chiudere gli occhi, immaginando qualcosa di eccitante, iniziando a stuzzicare e a sfiorare il clitoride, le labbra e l’introito vaginale: proverete sicuramente una piacevole sensazione…

 

Preliminari sì, sì sì

La vera differenza per una donna la fanno proprio loro. Un uomo riesce a provare piacere anche senza, ma non è così per la donna. È importante, quindi, farli a lungo, quasi fino a quando la donna è vicina al “punto”.

Il parere dell’esperta:

I preliminari, intesi come carezze, masturbazione e sesso orale, sono da tenere sempre in considerazione, per una maggiore intesa con il partner, e per arrivare al momento della penetrazione con il giusto livello di eccitazione e la giusta lubrificazione vaginale. Questo aiuta a non avere fastidi/dolori durante il coito e a raggiungere l’orgasmo più velocemente. 

 

 

Articolo di Esmeralda Wezel, con la consulenza della Dottoressa Monica Cappello, Sessuologa a Torino.

 

ARTICOLI della Dottoressa Cappello su

TOP SALUTE

 

 

ANCORA VERGINI A 30 ANNI (n. Ottobre 2013)

 

Non esiste un’età giusta per avere il primo rapporto sessuale. Secondo recenti ricerche, l’età della prima volta per i giovani italiani è intorno ai 17 anni, ma esiste una percentuale di persone, circa il 17%, che si avvicina al sesso intorno ai 30 anni.

Se per la maggior parte degli uomini l’inizio della sessualità attiva è motivato dal bisogno di mettersi alla prova e verificare la propria virilità, per le ragazze, cresciute con modelli di relazione incentrati sulla tenerezza, il rapporto sessuale va di pari passo con la relazione e l’affettività. Un vissuto negativo del proprio corpo, una cattiva elaborazione della propria femminilità, esperienze sessuali traumatiche vissute nell’infanzia o nell’adolescenza (molestie o abuso sessuale), possono compromettere l’attività sessuale e provocare forte dolore durante il tentativo di penetrazione.

Il disturbo più tipico è il VAGINISMO. La manifestazione fondamentale di questo problema, è la ricorrente e persistente contrazione involontaria dei muscoli perineali quando si tenta la penetrazione vaginale con il pene, le dita, un tampone o lo speculum del ginecologo. In alcune donne, la sola idea dell’introduzione in vagina può causare spasmo muscolare. Da qui nasce il blocco psicologico che conduce all’impossibilità di avere un rapporto sessuale. Per questo motivo il vaginismo può essere una causa della verginità dopo i 30 anni.

Verginità subìta, non scelta! Molti vivono bene così e ritengono il sesso per nulla importante, ma quando si percepisce una dissonanza tra ciò che si desidera e la realtà, allora è necessario fermarsi e mettersi in discussione. E’ importante sottolineare che la figura del partner ha un ruolo fondamentale per la persistenza del disturbo: spesso, infatti, si tratta di uomini timidi e magari anche con problemi di disfunzione erettile o di eiaculazione precoce, che con la disfunzione della partner, si proteggono dalla manifestazione del proprio disturbo. Se dopo anni di paure, ansie e fobie, non è facile lasciarsi andare e se da solo o con l’aiuto del partner la situazione non si sblocca, diventa necessario rivolgersi a uno specialista. La donna può prima effettuare una visita ginecologica e l’uomo può rivolgersi ad un andrologo, e successivamente ad uno Psicologo, esperto in Sessuologia Clinica, che solitamente propone una terapia mansionale integrata, basata sul modello cognitivo-comportamentale.

La terapia per questa disfunzione sessuale, consiste in un apprendimento graduale da parte della donna del controllo del muscolo vaginale attraverso la respirazione. Facendo delle espirazioni prolungate e introducendo un dito nella vagina, a poco a poco il muscolo si rilassa. Successivamente si introducono due dita e oggetti di diversa dimensione.

Il lavoro avviene contemporaneamente sul piano psicologico, affrontando eventuali fantasie negative legate alla penetrazione, spesso legate ad episodi infantili, che hanno traumatizzato la  paziente. Gli obiettivi della terapia sono di individuare il pensiero che accompagna le emozioni negative, e cercare le modalità comportamentali per affrontare queste emozioni.

Nella seconda parte della terapia è il marito che fa fare gli esercizi alla compagna. Nell’ultima fase si valuta insieme alla coppia quale potrebbe essere la posizione più semplice e adatta a loro, per poterla mettere in pratica facilmente, nell’intimità.

Nella maggior parte dei casi, questa terapia si rivela risolutiva, regalando alla coppia un vissuto di gioia, serenità e completezza…

 

 

10 MODI PER FARLO IMPAZZIRE A LETTO...(n. Luglio 2015)

 

Molto spesso si ha difficoltà a capire ciò che piace particolarmente al proprio partner, quando si è a letto. I desideri in tema di sesso, sono differenti tra uomo e donna, e variano anche da persona a persona. E’ importante capire quali sono i reali bisogni ed esigenze del partner, per vivere una sessualità pienamente appagante. Vediamo quali sono gli aspetti da non trascurare…

Gli uomini sono spesso attratti da rapporti sessuali un po’ più audaci, è importante provare a proporlo alla propria partner, vedendolo come un gioco erotico. Bisogna ovviamente fare attenzione alle sue reazioni, per capire ciò che può piacere maggiormente e per creare una forte sintonia.

Agli uomini piacciono sicuramente i preliminari più spinti, ma è necessario per non creare incomprensioni, dedicare alla propria donna anche momenti di tenerezza. Gli uomini amano molto il sesso orale: non soltanto riceverlo, ma anche praticarlo sulla propria partner, poiché adorano vederla molto eccitata.

Il sesso anale è una pratica che stimola molto la fantasia dell’uomo, ma molti ammettono che sia difficile proporlo alla compagna, per timore di essere giudicati male, di essere considerati volgari o perversi. In realtà, ci sono donne incuriosite e che vorrebbero provare, e aspettano che sia “lui” a chiederlo! Quindi, via l’imbarazzo e provate ad introdurre l’argomento…Il rapporto anale può essere un gioco divertente, che rafforza e intensifica la complicità di coppia!

E’ importante andare incontro alle esigenze e preferenze dell’altro, anche in tema di orario più adatto per avere rapporti, magari alternando i momenti: alcuni preferiscono dedicarsi all’attività sessuale di mattina, appena svegli, altri prediligono la sera, quando si è sul divano a guardare la tv, rilassandosi un po’, iniziando con coccole e carezze, e finendo sul letto, sperimentando giochi e posizioni nuove.

Le donne dovrebbero spiegare al proprio partner che sarebbe molto appagante per entrambi, arrivare al rapporto completo, con un livello più alto di eccitazione, in modo da favorire la capacità di raggiungere l’orgasmo. I preliminari, come  masturbazione e sesso orale, sono fondamentali per “prepararsi” al momento della penetrazione, ma molte volte sono troppo frettolosi, creando difficoltà a causa della scarsa lubrificazione vaginale.

L’uso dei sex toys, quali ad esempio dildo e vibratori, può essere proposto al proprio/a partner, per ravvivare un rapporto che dura da diversi anni, e per favorire una maggiore eccitazione e un dialogo più aperto e consapevole. Il dildo può essere utilizzato nei preliminari: può essere introdotto in vagina dall’uomo, o dalla donna stessa mentre pratica la fellatio, oppure mentre il partner semplicemente la osserva.

E’ importante, inoltre, che la donna faccia capire all’uomo che apprezza le parole dolci, piuttosto che toni aggressivi o fuori luogo, anche se ci sono donne che si eccitano se il proprio uomo, durante il coito, si rivolge loro con espressioni volgari. Non esiste quindi una regola, che funzioni per tutte le coppie!

Infine, può essere utile se la donna proponesse al suo uomo luoghi o modalità nuove per fare l’amore. A questo punto, entrano in gioco le fantasie erotiche, nelle quali non ci sono limiti! Le fantasie aiutano a raggiungere una forte eccitazione e creano complicità nei due partner, dando un pizzico di colore in più alla sessualità di coppia.

L’uso dell’immaginario erotico, è fondamentale per aumentare il livello di eccitazione, favorendo la lubrificazione nella donna e l’erezione nell’uomo per tutta la durata del rapporto, regalando un orgasmo più veloce e più intenso...

 

 

IL PIACERE FEMMINILE TRA MITI E TABU' (n. Febbraio 2016)

 

L’orgasmo, nell’uomo e nella donna, rappresenta il culmine dell’eccitazione sessuale. Nel maschio si presenta come un picco di breve durata, seguito dall’eiaculazione, mentre nella donna il processo è più lento e graduale, ed ogni donna ha il suo modo di raggiungere il culmine, vivendo questo momento in maniera del tutto personale.

La sessualità per la donna è una sfera complessa, e vivere il sesso in maniera sana e rilassata è il primo segreto per essere in armonia con il proprio corpo e migliorarne la ricettività. Il rapporto con il piacere nasce da una serie di fattori, prima di tutto l’educazione. Ambienti familiari chiusi, dove la sessualità rappresenta un tabù, possono creare un’immagine del sesso distorta, sporca, che condizionerà sempre la donna nel raggiungimento del piacere. Fondamentale è anche il vissuto, ovvero le prime esperienze sessuali e il modo in cui vengono elaborate, così come il carattere e la relazione con la femminilità. E’ possibile che la ricettività cambi nel corso della vita, perché la sfera sessuale è legata al contesto, alle esperienze di vita e ai cambiamenti, alla maturazione personale e alle relazioni che instauriamo.

Quali sono gli elementi che innescano la risposta orgasmica nella donna? Essi sono distinguibili in fattori fisici e psichici.

A livello fisico la stimolazione clitoridea è sicuramente la via più efficace per raggiungere l’orgasmo, che può però essere inibita da fattori psicologici e ambientali.
I modi di attivazione del clitoride possono essere diretti, indiretti, diurni o notturni: il risultato comune è l’attivazione di fibre nervose sensibilissime, da cui dipendono una serie di effetti vascolari e neuroendocrini, che formano la piattaforma orgasmica.
L’orgasmo erroneamente detto vaginale è quello che si raggiunge durante il coito, per stimolazione indiretta del clitoride, quando la posizione tenuta durante il rapporto permette la pressione o lo sfregamento continuo dell'area pubica della donna, o quando i movimenti di entrata e uscita del pene nella vagina tirano leggermente le labbra minori, e queste tirano il cappuccio che ricopre il clitoride, oppure quando la penetrazione stimola le radici e i bulbi interni del clitoride, situati attorno alla parte inferiore della vagina, il cosiddetto punto G. L’introito vaginale è stimolato se il muscolo pubococcigeo è tonico e attivo, mentre le strutture vaginali profonde, ricevono impulsi probabilmente da legamenti e strutture nervose delle parti più interne del pavimento pelvico.

L’orgasmo dovuto alla stimolazione della zona dell’areola mammaria è più raro ed è presente a volte nelle donne che allattano.
La stimolazione anale attiva il muscolo pubococcigeo e può innescare la risposta orgasmica in diversi casi.

A livello psichico l’orgasmo nella donna può insorgere in risposta all’attivazione di un immaginario erotico, in assenza di qualsiasi stimolazione somatica. 

Ci sono diversi modi per raggiungere l’orgasmo senza che ci sia la stimolazione genitale, e ciò confermerebbe il ruolo fondamentale di funzioni più “alte” nel riflesso orgasmico.
La stimolazione onirica, ad esempio, attiva i centri cerebrali responsabili dell’orgasmo situati nel talamo. I sogni possono attivare una mini erezione clitoridea e una congestione vaginale, tre-quattro volte per notte, corrispondenti appunto alla fase di sogno (Sonno REM). Questa condizione crea uno stato vascolare e biochimico per cui talvolta sogni erotici o associazioni particolari possono far scattare l’orgasmo.
La reazione orgasmica a fantasie erotiche coscienti è rara, ma presente, soprattutto in donne dall’eros vivace e con capacità d’intensa concentrazione.

E’ importante che le donne imparino a conoscere bene il proprio corpo e a percepire le sensazioni trasmesse dalla stimolazione delle zone erogene, lasciandosi andare completamente durante il rapporto, provando a focalizzarsi in modo particolare su  pensieri e fantasie erotiche, che hanno davvero un potere enorme!

 

 

TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SUL BONDAGE (n. Aprile 2016)

 

Tutti avranno sentito parlare del Libro erotico “Cinquanta sfumature di grigio” (Fifty Shades of Grey) della scrittrice londinese Erika Leonard, che si firma con lo pseudonimo E. L. James:  sono molte le persone che lo hanno letto, e molte quelle che hanno visto anche il film al cinema, o recentemente in TV. A proposito del film, molti ne sono rimasti delusi, affermando che la lettura del romanzo è sicuramente più intrigante, più coinvolgente ed eccitante. La storia è focalizzata sul sesso: è appunto di sesso che si parla, non di amore. Lo stesso protagonista del film, un giovane imprenditore miliardario di nome Christian Grey, precisa alla ragazza (Anastasia), che avrà con lui la sua prima esperienza sessuale, che lui non fa l’amore…lui fa sesso! E ha bisogno di farlo in una maniera particolare, rigorosamente all’interno di una stanza piena di fruste, bavagli, corde e oggetti simili: Grey riesce ad avere rapporti sessuali e a trarre piacere, solo attraverso una pratica di BDSM (bondage-dominazione-sadomasochismo). Le donne che fanno sesso con lui, devono approvare un contratto, nel quale dichiarano di essere consenzienti a ricevere varie pratiche sessuali, rimanendo totalmente passive, sottomesse, non potendo nemmeno sfiorarlo: lui ama essere il dominatore.

Le opinioni in merito alla trama sono molto discordanti: se da una parte c’è chi promuove il bondage come strumento/gioco erotico utile a stimolare la fantasia sessuale e a combattere noia a routine nella propria vita sessuale di coppia, dall’altra c’è chi reputa questa pratica un “passo indietro” rispetto alla lotta contro la sottomissione, psicologica e fisica, subìta dal mondo femminile.

Come si può definire il BONDAGE a livello clinico e sessuologico?

Solo recentemente si è iniziato a parlare di bondage, ma è una modalità ben nota a coloro che praticano il SADOMASOCHISMO, che è considerato una parafilia, ovvero perversione sessuale, nella quale è presente un soggetto (sadico) che prova piacere nell’infliggere dolore ad un partner, solitamente consenziente, e che possiamo definire masochista (trae piacere dal subire sofferenza fisica). Il rischio di questa pratica è che se fatta in modo estremo, può diventare molto pericolosa, mettendo a rischio addirittura la vita di chi subisce. E’ noto, infatti, che alcuni soggetti sono morti in seguito ad asfissia, soffocamento provocato da sacchetti o corde legate intorno al collo, o in seguito alle lesioni provocate da ferite e bruciature. Nel bondage è previsto l’uso di corde, cappucci e bavagli, per legare il partner, che diventa un “soggetto/oggetto”, totalmente sottomesso.

Spesso nelle fantasie erotiche delle donne è presente il desiderio di essere possedute, magari con i polsi legati e con una benda per coprire gli occhi: è un gioco che molte volte viene espresso al partner e messo in atto realmente. Questo aumenta l’eccitazione e la complicità in una coppia nuova, o risveglia la libido nella coppia “di vecchia data”. L’idea di sottomettere la donna è però solitamente più diffusa nell’immaginario erotico maschile: infatti, nella maggior parte dei casi, è la donna la persona legata e sottomessa, nella pratica del bondage.

La pratica del bondage può, però, comportare rischi per la salute e l’incolumità delle persone, soprattutto se è intrapresa senza una sufficiente conoscenza ed esperienza delle sue tecniche. E’ importante sottolineare che il bondage non dovrebbe essere praticato se non si conosce bene il partner e se non si ha completa fiducia in lui, se non si è pienamente convinti di volerlo praticare, se non si conosce sufficientemente il bondage e quindi non si può essere realmente consenzienti alla sua pratica, se non si è preparati o non si ha una sufficiente padronanza della tecnica che si vuole sperimentare e se determinate condizioni fisiche o psicologiche sconsigliano questa pratica.

Se si decide di provare il bondage, è opportuno adottare queste precauzioni: la parte anteriore del collo non deve mai essere sottoposta a compressioni; le corde possono impedire al sangue di fluire correttamente, quindi è necessario toglierle se gli arti diventano violacei; le corde possono irritare e infiammare le terminazioni nervose, causando dolori e insensibilità agli arti che possono durare anche a lungo o diventare in alcuni casi, permanenti; quando si usano le corde, bisogna fare attenzione a dove sono posti i nodi, poiché una caduta accidentale su un nodo posto su una terminazione nervosa o sulla spina dorsale, potrebbe causare danni permanenti anche gravi; infine bisogna darsi dei limiti di tempo, in genere non più di mezz’ora/un’ora.

In conclusione, si può affermare che è molto importante distinguere il gioco erotico dalla parafilia. Si tratta di parafilia quando questo comportamento sessuale diventa l’unico modo per provare piacere nella sessualità, mentre non dev’essere considerato una perversione sessuale, se viene visto come un aspetto ludico, ma non indispensabile e fondamentale, per raggiungere il piacere. 

 

 

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SEXTING: IL SESSO AI TEMPI DELLO SMARTPHONE (n. Maggio 2016)

 

E’ più facile fare sesso con uno smartphone? Probabilmente sì, perché il sexting sembra essere il vero trend del momento. Con un semplice dispositivo si possono annullare tutte le distanze e anche i tabù!  Basta un semplice clic per inviare video e foto hot. Ma chi sono i destinatari? I propri compagni o qualcun altro?
Solitamente si inizia per gioco, con delle persone magari conosciute sui social network, per esempio su Facebook, e si mandano foto e messaggi erotici allo scopo di uscire dalla routine quotidiana. Le stime attuali ritengono che il sexting sia seguito maggiormente dai giovani adolescenti.

 

Quali sono le motivazioni che spingono i ragazzi alla pratica del cybersex o del sexting? Sanno le paure e i rischi che si corrono?

 

In un mondo dove gli smartphone, le applicazioni, gli apparecchi dotati di connessione internet e le conoscenze virtuali, sono il passatempo preferito della generazione 3.0, ci troviamo di fronte a una rivoluzione copernicana per quanto riguarda i rapporti interpersonali degli adolescenti di oggi.

Il bisogno di ridefinire il nuovo rapporto con i genitori, la percezione del proprio corpo che cambia e la necessità di acquisire sempre più autonomia dalle figure genitoriali, porta gli adolescenti a intensificare il rapporto con il gruppo dei pari e a cercare un/una partner per vivere la propria sessualità.

Le amicizie dei giovani di oggi vengono create nei social network; la maggior parte delle prime esperienze sessuali vengono cercate on line (cybersex) e la sessualità viene vissuta e compressa nelle poche righe degli sms e attraverso l’autoscatto erotico (sexting).

L’80% dei adolescenti confessa che la maggior parte dei propri amici scambia foto e immagini a sfondo sessuale, i ragazzi vivono il sexting con ansia e paura di essere scoperti dagli adulti e derisi (cyberbullismo) dai compagni. La maggior parte dei ragazzi è a conoscenza di alcuni dei rischi che questa pratica può comportare, ma non può comprendere le conseguenti implicazioni di una sessualità vissuta virtualmente.

Si presenta così un essenziale bisogno di destrutturare le informazioni errate sulla sessualità trovate sul web. E’ importante che i più giovani capiscano l’importanza di costruire e sviluppare una relazione reale, nella quale imparare a mettersi in gioco, vincendo timore e imbarazzo, esprimendo i propri dubbi o difficoltà al proprio partner. E’ necessario che gli adolescenti imparino a dialogare con i coetanei, ma in una situazione “vera”, non dietro ad uno schermo: le prime esperienze sessuali dovrebbero essere vissute serenamente, per lasciare un imprinting positivo utile alle successive relazioni. Molte volte gli adulti si portano dentro il ricordo di prime esperienze sessuali negative, con conseguente disagio e, in molti casi, questo vissuto non elaborato, si manifesta attraverso disfunzioni sessuali, sia maschili che femminili.

 

Il sexting è diffuso anche tra gli adulti: può essere bello fare sexting con il proprio partner, durante la giornata, magari quando è al lavoro. Ci si scambia foto osé, meglio se con la lingerie che piace a lui, in attesa del suo rientro. Sotto questo aspetto il giochino dovrebbe migliorare l’intesa di coppia, aumentando il desiderio per il rientro serale. All’inizio fare sesso online può essere stuzzicante, è semplicemente una modalità diversa per coniugare il desiderio e dar voce alle proprie fantasie erotiche. Se però diventa l’alternativa a una vera intimità, può lasciare solo un senso di solitudine, perché il rapporto sessuale ha bisogno anche della componente fisica, fatta di contatto e di odori…

Se il destinatario non è il proprio partner?

Il tradimento online è molto frequente, e viene spesso vissuto da chi lo pratica come un’innocente trasgressione, anche perché non sempre si passa dal virtuale al reale, e scatena minori sensi di colpa. Molte volte si inizia quasi per gioco, e per uscire da un momento difficile, nel lavoro e nella vita di coppia. In alcuni casi, però, la tecnologia, che rende il contatto con l’amante, possibile 24 ore su 24, può causare una vera dipendenza. Se i messaggi o i video sul telefono si diradano, può scattare una vera e propria crisi d’astinenza, caratterizzata da ansia, malessere, nervosismo. Può essere utile, provare ad avere un minimo di controllo, non rispondendo subito ai messaggi e valutare le proprie reazioni. L’obiettivo è capire se quello scambio di messaggi così intenso, non sia solo un modo per evitare di affrontare una crisi del rapporto di coppia: una consulenza psicosessuologica può essere utile, per capire se è possibile recuperare la complicità tra i due partner.

Un’avvertenza: se stai facendo sexting con una persona che hai conosciuto su Facebook o altro social network accertati, per quanto possibile, con chi hai a che fare. Non fornire i tuoi recapiti, tanto meno l’indirizzo di casa, e accertati che le foto rimangano sempre e solo tra te e lui/lei. Prendere una tua immagine da WhatsApp o applicazioni simili e postarla sulla tua bacheca di Facebook o su un sito web, è un gioco da ragazzi. Persone senza scrupoli potrebbero anche ricattare per evitare la diffusione delle proprie immagini. Quindi sì al gioco e al sexting, ma con intelligenza e responsabilità!

 

 

QUANDO IL PIACERE TARDA AD ARRIVARE...L'EIACULAZIONE RITARDATA (N. Giugno 2016)

 

 Molto spesso si sente parlare di eiaculazione precoce: quando esiste questa problematica il rapporto sessuale è molto breve e spesso non sufficiente alla donna per raggiungere l’orgasmo. Però anche il sesso che si protrae per ore e ore finisce per dare noia, poiché l’eccitazione e la concentrazione tendono a scemare.

Ci sono uomini che hanno tempi lunghi nel raggiungere l’orgasmo non per scelta, ma perché hanno difficoltà a concludere il rapporto raggiungendo il piacere. Si tratta di una disfunzione sessuale definita EIACULAZIONE RITARDATA, caratterizzata dalla difficoltà o dalla totale incapacità di raggiungere l’orgasmo e, quindi, di eiaculare, nonostante la funzionante componente di desiderio sessuale, la normale capacità erettiva e la volontà di abbandonarsi completamente al piacere.

Il disturbo può comparire fin dai primi rapporti o presentarsi in un preciso momento della vita sessuale, che fino ad allora era stata positiva e appagante.

Può manifestarsi in qualunque atto sessuale (penetrazione, sesso orale, masturbazione) o solo in alcune situazioni. Di solito, quando si verifica da sempre e anche nella stimolazione autoerotica, ha cause organiche (neurologiche, endocrinologiche, farmacologiche).

L’eiaculazione ritardata può creare frustrazione e insoddisfazione a se stessi e alla partner, che vive molto male l’incapacità dell’altro di arrivare al piacere. L’eccessiva durata del coito porta la donna a una scarsa lubrificazione vaginale, con conseguente perdita dell’eccitazione, fino a sentire dolore durante il rapporto. Inoltre, l’assenza di un orgasmo condiviso conduce a un calo del desiderio per la coppia, che vive il rapporto come un incontro faticoso e sgradevole.

L’uomo se non riesce a farsi trasportare dalle emozioni e dal piacere, si sente deluso, frustrato e inadeguato.

Vediamo quali sono le cause del disturbo: alla base c’è un fattore di ANSIA molto forte, che impedisce la concentrazione sulle proprie percezioni sensoriali e inibisce il piacere. L’uomo si concentra troppo sulla performance, allontanandosi quindi dalle sensazioni fisiche. L’ossessione per la PRESTAZIONE e per l’evento eiaculatorio diventano prioritarie, impedendo alla mente di lasciarsi andare alle piacevoli sensazioni. Tale focalizzazione al negativo ostacola la concentrazione percettiva, bloccando o rallentando la possibilità di concludere il rapporto con un orgasmo liberatorio.

In molti casi, ci può essere il timore di scoprirsi e di legarsi. Spesso c’è una difficoltà ad aprirsi con l’altro, a condividere le emozioni e manifestare l’affettività. La relazione con il partner è vista con timore e percepita come una minaccia; dare e concedere qualcosa di sé, è faticoso.

A volte ci possono essere alla base del problema insicurezze o inibizioni che, nel momento di maggiore intimità, prendono il sopravvento, provocando un blocco. Anche un’educazione sessuale molto rigida, l’idea del sesso come qualcosa di sporco, può far vivere l’orgasmo come qualcosa di sbagliato. Privarsi del piacere è l’unica soluzione per mettersi al riparo dai sensi di colpa!

Se l’eiaculazione ritardata si presenta quando c’è il progetto di fare un figlio, può nascondere la paura o la non reale adesione al concepimento, per cui risulta il modo più efficace e meno conflittuale con cui difendere la propria posizione.

Cosa fare?

Per prima cosa, è importante rivolgersi al medico andrologo, che farà fare tutti gli esami utili a escludere la causa organica. Se non risultano disturbi fisici, è necessaria una terapia psicosessuologica, per imparare a rilassarsi e concentrarsi sulle proprie sensazioni fisiche e propriocettive, lasciarsi andare e imparare a liberare il piacere.

Se si desidera davvero affrontare il problema, il punto di partenza è la complicità con la partner. La comunicazione e il dialogo sono la migliore espressione di complicità, ma anche la condivisione, soprattutto delle fantasie erotiche.

Durante la consulenza sessuologica, il terapeuta insegnerà la FOCALIZZAZIONE SENSORIALE, una tecnica che aiuta moltissimo a combattere l’ansia. Questa pratica si divide in due fasi principali, in cui i partner sono invitati ad accarezzare in modo reciproco e alternato il corpo nudo dell’altro, a esclusione dei genitali (fase 1), zona che può venire inclusa (fase 2) solo quando al contatto non sono più associati sentimenti di ansia. Questi esercizi mansionali devono avvenire in un ambiente rilassato e organizzato per creare un’atmosfera positiva, non carica di aspettative, in cui la penetrazione è vietata.

In questo percorso, infine, si lavorerà per aumentare i livelli di concentrazione durante l’atto, provando a descrivere a parole le sensazioni legate al piacere.   

 

MAPPA

 

 

 

Dott.ssa Monica Cappello - Psicologa Sessuologa Torino

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