Benvenuti nel sito personale della

 

 

 Dottoressa MONICA CAPPELLO

 

PSICOLOGA

 

CONSULENTE IN SESSUOLOGIA CLINICA

 

 

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La Dottoressa Monica Cappello Psicologa Sessuologa Torino ha un'esperienza pluriennale

nell'ambito del sostegno psicologico e della Consulenza Sessuale, in caso di Disfunzioni sessuali maschili e femminili e nei Disturbi Sessuali della coppia. 

 

Collabora con note testate giornalistiche in qualità di Esperto, fornendo interviste ai giornalisti e curando rubriche di Psicologia e Sessuologia.

 

Ha pubblicato i libri "Vita affettiva e sessuale nei paraplegici" e "Brevi racconti erotici".

 

 

 

 La Dottoressa riceve su appuntamento:

 

Tel. 3397712301

 

Email: mcappello@libero.it 

 

 

 

 

CENTRO MEDICO CEMUR87

 

Corso Francia 2 Bis - TORINO

 

(Ang. Piazza Statuto) 

 

 

 

CONSULENZA ONLINE: 

 

La Dottoressa Monica Cappello fornisce, previo appuntamento, colloqui di sostegno psicologico telefonico o via Skype, per le persone che non hanno la possibilità di raggiungere lo Studio (a causa della distanza, o a causa di una disabilità motoria).   

 

  

 

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Pagina FACEBOOK

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Formazione: 

 

Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità

Università degli Studi di Torino

Anno 1999

 

Abilitazione alla Professione di Psicologo

Anno 2001

 

Iscrizione Ordine Psicologi Piemonte n. 3349 

Anno 2002

 

Diploma di Consulente in Sessuologia

Scuola Superiore di Sessuologia Clinica

Anno 2004

 

 

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La Dottoressa Monica Cappello Sessuologa a Torino offre:

 

  • Servizio di Consulenza Sessuologica individuale 
  • Servizio di Consulenza Sessuologica di coppia 
  • Servizio di Consulenza Orientamento Sessuale e Identità di genere 
  • Servizio di consulenza ai genitori
  • Sostegno psicologico e consulenza a persone disabili
  • Formazione e consulenza ad operatori socio-sanitari

 

  

 

 

La SESSUOLOGIA si occupa di promozione della salute sessuale e di diagnosi e cura dei problemi e delle disfunzioni sessuali.

I disturbi sessuali sono delle problematiche cognitive, emotive e comportamentali, che tendono ad auto-mantenersi e interessano le principali fasi della risposta sessuale che sono, sia per l’uomo che per la donna:

 

1) La fase del desiderio

 

2) La fase dell’eccitazione

 

3) La fase dell’orgasmo

 

 

La sessualità è spesso considerata una dimensione così strettamente privata e personale, che a volte le persone con delle difficoltà si sentono in imbarazzo e hanno difficoltà nel chiedere aiuto a un esperto.

Questo fa sì che la loro vita relazionale e personale diventi difficile e piena di sofferenza. È fondamentale sapere, invece, chenon si è soli e che si può contare sul sostegno e sull’aiuto di PROFESSIONISTI COMPETENTI.

 

 

 

 

STRESS, ANSIA E DISTURBI SESSUALI (Articolo della Dr.ssa Cappello sul n. Settembre 2013 di TOP SALUTE)

 

Una vasta letteratura scientifica documenta la stretta correlazione tra stress, ansia, depressione e diverse malattie andrologiche, anche se non è sempre facile stabilire se ansia e depressione siano una conseguenza della malattia, piuttosto che la causa principale della patologia stessa.

Nel campo della Disfunzione Erettile, la ricerca negli ultimi anni è stata prevalentemente orientata verso le cause organiche e soprattutto sui fattori di rischio cardiovascolare. Questo disturbo si può manifestare con diversi gradi di gravità, a seconda che si tratti di una difficoltà parziale o totale a ottenere o mantenere l’erezione, fino al completamento del rapporto sessuale.

E’ però importante sottolineare che la Disfunzione Erettile ha una forte incidenza prevalentemente sull’autostima del soggetto e sulla qualità della sua vita, coinvolgendo l’ambito della relazione di coppia, e i rapporti interpersonali con le altre donne, creando, negli uomini che ne soffrono, uno stress psicologico che può condizionare le loro relazioni con i familiari e con gli amici.

Lo stress che può derivare da una patologia di questo tipo è riscontrabile in percentuali elevate di pazienti, attorno al 25-30%.

L’ansia e in particolare l’ansia da prestazione, con lo stress che ne consegue, ha un ruolo molto chiaro nella genesi di molte forme di DE, e ne costituisce la più comune causa psicologica.

Un dialogo sincero con la partner è la prima soluzione contro i problemi di erezione. Per ritrovare la serenità di coppia, che spesso svanisce davanti a un disturbo della sfera sessuale, è fondamentale instaurare con la partner un confronto aperto su ciò che si prova quando si presenta la disfunzione erettile, su come si vive l’intimità, sulle aspettative e sui sentimenti. All’inizio può sembrare difficile, anche perché spesso i sensi di colpa di lui, perché non si sente in grado di avere un’erezione, e quelli della partner, che non si sente più abbastanza attraente, inducono sfiducia reciproca, creando tensioni e sentimenti di rabbia e spesso si inizia a litigare e ad accusarsi reciprocamente.

Anche la depressione è considerata una possibile causa di questo disturbo e risultano sempre più frequenti casi di disfunzioni sessuali, come la perdita della libido (calo del desiderio), l’anorgasmia (difficoltà nel raggiungere l’orgasmo), e appunto perdita dell’erezione, totale o parziale, come conseguenza della terapia farmacologia per la depressione.

 

Un’altra disfunzione maschile molto diffusa è l’Eiaculazione Precoce, che risulta caratterizzata da perdita o assenza del controllo eiaculatorio, stress accentuato, difficoltà interpersonali e ridotto tempo di latenza eiaculatoria intravaginale, raggiungendo l’orgasmo velocemente, prima del suo reale desiderio. Questo disturbo può quindi interferire con la qualità della vita dei soggetti che ne soffrono, e con quella delle loro partners.

I pazienti con EP riportano esperienze di frustrazione, di rabbia, di fallimento, d’insicurezza, d’inadeguatezza, di imbarazzo e di paura, e tutto ciò comporta notevoli difficoltà nelle loro relazioni, oltre a causare calo dell’autostima e della fiducia in se stessi.

Possibili fattori di rischio psicogeno per EP sono costituiti dall’ansia, da eventuali esperienze sessuali molto precoci, dalla masturbazione adolescenziale frettolosa, per il timore di essere scoperti, dalla frequenza molto ridotta di rapporti sessuali e dai problemi relazionali.

 

E’ importante sottolineare che una vita attiva, che in qualche modo corrisponde all’attivazione di stress fisiologica, stimola anche la sfera sessuale. In una reazione naturale s’instaura un circolo virtuoso, in cui la vita attiva stimola la sessualità, e questa riequilibra i livelli di stress. Quando la risposta di stress è iperattivata (si parla di distress), oltre al sistema immunitario e a molte altre funzioni organiche, deprime anche la sessualità, causando ad esempio, calo del desiderio e disturbi dell’orgasmo.

 

 

LA CONSULENZA SESSUALE

 

 

Nel caso dell'Eiaculazione Precoce, che è il disturbo più diffuso, il trattamento più efficace è quello psicosessuologico, durante il quale si istruisce l’uomo affinché impari a controllare e gestire i tempi dell’orgasmo, attraverso esercizi progressivi individuali e di coppia.

L’obiettivo primario delle mansioni sessuali terapeutiche per il trattamento dell’eiaculazione precoce, è quello di consentire all’uomo di concentrare la sua attenzione sulle sensazioni dell’orgasmo imminente, mentre fa l’amore con la partner.

Nel primo colloquio, viene fatta una valutazione iniziale, che di solito ha luogo alla presenza del paziente sintomatico e della partner, e che consente la ricostruzione e l’analisi del loro funzionamento sessuale e della loro relazione. Nel corso dell’intervista iniziale, per prevenire resistenze da parte della partner, si sottolinea che la focalizzazione iniziale del trattamento riguarderà necessariamente il paziente: ciò è particolarmente importante quando la partner non è orgasmica, perché può aspettarsi, una volta che il paziente abbia ottenuto il controllo eiaculatorio, di raggiungere lei stessa automaticamente la capacità all’orgasmo.  

Si istruisce la coppia affinché si impegni in preliminari limitati, allo scopo di portare il paziente all’erezione, indicando all'uomo di sdraiarsi sulla schiena per lasciare che la partner gli stimoli il pene manualmente o oralmente, focalizzando la sua attenzione esclusivamente sulle sensazioni erotiche che gli provengono dal pene stimolato, piuttosto che dalla partner.

Quando egli prova la sensazione premonitoria dell’orgasmo, deve chiedere alla  partner di smettere la stimolazione, che viene ripresa nuovamente: questa tecnica è definita “Stop-start”.

Questo approccio, chiamato “focalizzazione sensoriale”, è strettamente collegato all’aspetto transazionale della sessualità: nell’ambito della diade, rappresentata dalla coppia, vengono analizzate le eventuali resistenze che possono sorgere sia prima che durante il trattamento da parte di entrambi i partner. Tali resistenze diventano oggetto principale delle sedute terapeutiche, poiché se la precocità viene eliminata entro uno schema individuale e/o coniugale patologico non risolto, la scomparsa non solo sarà effimera, ma potrà essere sostituita od associata a disfunzioni sessuali relativamente più gravi.  

 

 

Dott.ssa Monica Cappello - Psicologa Sessuologa Torino

Partita Iva 09132120016